Dal 9 al 22 marzo 2017, a Milano, presso lo Spazio Raw, aprirà la mostra “Forma Mentis”. Si tratta della prima esposizione personale dell’artista ligure Aldo Righetti. La curatela è di Anna Mola, clogger, critica e curatrice free lance, che abbiamo intervistato per saperne di più.

Come è nata l’idea della mostra?

L’idea della mostra è nata dopo una prima collaborazione con Aldo Righetti, ovvero la composizione di un testo critico. In seguito, l’autore mi ha parlato della sua idea di affidarmi l’organizzazione della sua prima esposizione personale, idea che ho accettato con piacere e onore.

Come sono state selezionate le opere?

La selezione delle opere in una mostra personale è molto importante e deve seguire la progettualità che guida l’evento. In questo caso, non volevamo che fosse un’antologica, ma una rappresentazione dell’attuale punto di arrivo nella ricerca artistica di Righetti e dei suoi ultimi lavori.

Non abbiamo scelto moltissime opere (dieci in totale): innanzitutto perché si tratta di sculture di formato medio-grande e ognuna deve avere uno spazio adatto e, in secondo luogo, per allinearci a quell’idea di intimità e sobrietà che contraddistinguono l’idea e la volontà dell’autore.

Può farmi un paio di esempi?

L’opera “Universo Liquido” fa riferimento alla “società liquida” di cui parla il sociologo Baumann. I moduli che compongono questa scultura sono formati da motivi geometrici che si compongono in figure e poi si dissolvono. Un po’ come le società contemporanee, in cui tutto cambia molto velocemente e siamo inseriti in una “rete sociale” in cui è difficile costruire un’identità personale.

L’opera “Sponda d’accoglienza”, invece, fa parte della serie “Mediterraneus”: un ciclo di opere dedicate alle migrazioni di popoli e in particolare un omaggio ai #migranti morti nelle acque del Mediterraneo mentre cercavano di approdare a un nuovo Paese e a una nuova vita”. Questo lavoro si pone l’obiettivo di far riflettere sulla diffidenza e paura che spesso accompagnano l’incontro con ciò che sembra “diverso” e che, purtroppo, a volte trasformano l’accoglienza in rifiuto e scontro.

Come è stato pensato l’allestimento?

L’allestimento è stato pensato per rispecchiare da una parte l’idea progettuale e dall’altra per sfruttare appieno le potenzialità dello spazio espositivo (lo Spazio RAW di Milano). Si tratta infatti di una location a due piani: in quello superiore saranno esposte le opere modulari di Righetti, composte quindi da più pannelli. Nel piano inferiore, invece, ci saranno le opere create più di recente, che riflettono sul delicato tema delle migrazioni. A completare il tutto, verrano proiettati dei testi scritti dall’autore stesso, che descrivono e approfondiscono i concetti di cui le opere sono simbolo. #Arte #Artisti