Recensioni

Recensione di Alessandra Maria Moretti

Per comprendere l’arte di Aldo Righetti non si può prescindere la conoscienza di precetti classici.Siamo soliti,fidarci della consuetudine mondana e sui costumi del secolo scegliamo le nostre conoscenze.E’ necessario però,spogliarsi di tutte quelle determinazioni accidentali,di tutte quelle regole dell’agire non interiorizzate,le quali donano una libertà effimera,meramente esteriore,necessaria ad allontanare l’uomo dalla intima scoperta e accettazione di sè.Nell’individuo si sviluppa dialetticamente il rapporto tra apparenza e sostanza,materia e spirito,dando vita ad una concezione dualistica e frammentata del reale.Spetta all’arte,all’arte pura il compito di restituire l’uomo a se stesso,guidandolo verso la conoscenza primordiale,svelando l’unità primordiale celata dalla frammentazione del reale.E’ l’essenza delle cose che ne mostra la perfezione piu’ sublime,o platonicamente parlando,più ci si avvicina al mondo delle idee,al famoso Iperuranio,più si è prossimi al giusto.Io vedo in Aldo Righetti un’artista in grado di trasmettermi una nobile semplicità e una quieta grandezza;è la scelta del bianco padrone delle sue opere accostato al gesso ad incarnare l’arcaica idea di bello e buono.Ciò che è bello coincide con ciò che è buono,è rapporto armonico delle forme nella ricerca dell’equilibrio tra materia e spirito,è il bello che si ricerca nell’essenzialità profonda che esorta l’uomo al conosci te stesso.L’apparente fluire di una ciclica alternanza tra esteriorità ed interiorità espressa nell’apparente dicotomia tra chiari e scuri,tra messi in piano e messi in rilievo,tende in vero a rappresentare il travaglio dell’artista nella costante ricerca della verità,la quale si afferma ad un piano superiore di conoscenza.L’artista manifesta l’intento di fissare nelle sue opere le varie tappe del proprio percorso.Ogni opera,sebbene figlia di contesti quotidiani differenti,sottende la volontà di dichiarare la frammentarietà e l’unicità di ogni aspetto del quotidiano,aspirando al contempo al ricomporre il tutto in nome di un’unità superiore.

24/12/2019